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E’ opportuno attuare immediatamente il rimpasto in giunta”. Alfonso Oliva, consigliere comunale del Popolo della Libertà e assessore in pectore nel nuovo esecutivo che dovrebbe vedere la luce dopo l’approvazione del bilancio è categorico. “In questi giorni, -spiega l’avvocato aversano- stiamo assistendo a molte fughe in avanti; la richiesta del patto di fine consiliatura di consiglieri e assessori tra cui Fiore Palmieri che, precedentemente, aveva anche firmato la richiesta di consiglio comunale sulle strisce blu dei sagliocchiani.
Allora, non lo dico per anticipare la mia probabile entrata in giunta, anzi, per questo dovrei starmene buono, ma per il bene della città credo opportuno che vada messo mano all’esecutivo perché il problema di questo scollamento tra consiglieri comunali e giunta è proprio nell’attuale composizione di quest’ultimo”. Tra l’altro il rimpasto non provocherebbe alcun scompenso nel consiglio comunale perché al mio posto entrerebbe Nando Menale, anche lui vicino alla maggioranza, al posto di Michele Galluccio (altro assessore in pectore al posto di Giampaolo Dello Vicario, ndr) entrerebbe l’avvocato Ivana Niccolò. Inoltre, seppure vi fosse la necessità di movimenti nell’ex gruppo di Forza Italia il primo dei non eletti è Gennaro Caserta, anche lui persona non avvezza a salti di fossato”. Ma quali sono secondo Oliva i motivi di questo “sfasamento” tra consiglio comunale ed esecutivo? “Ho fatto una mia analisi, che, seppure superficiale, -risponde il consigliere azzurro- evidenzia un dato: su dieci assessori ben sei non sono stati eletti dai cittadini e di questi ben quattro non sono stati nemmeno candidati: questi ultimi Nicola De Chiara, Rino Rotunno, Alfio Verde e Enzo Lanzetta, mentre i non eletti benché candidati sono: Luciano Luciano e Aniello De Cristofaro. Insomma, la volontà dei cittadini non è presente in giunta e gli stessi consiglieri si lamentano per aver portato voti ed essere sati, poi, accantonati. Insomma, necessita una giunta che sia maggiormente rappresentativa della volontà degli aversani”. Una richiesta tanto più pressante se si tiene conto che l’approvazione del bilancio previsionale per il 2010 potrebbe slittare alla prima metà di luglio, visto che si deve adeguare lo strumento contabile agli aumenti della Tarsu disposti dalla Amministrazione Provinciale di Caserta. Per cui, a questo punto, tenuto conto delle vacanze estive, il rimpasto finirebbe per essere affrontato a settembre, con il rischio di ulteriori differimenti e malumori interni alla maggioranza di centro destra e al Popolo della Libertà in particolare. |