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I responsabili politici, unitamente ai capigruppo consiliari, ritengono che ogni discussione relativa ad un eventuale riassetto dell’esecutivo non possa essere disgiunta da una puntuale programmazione di fine consiliatura e che, pertanto, vada rinviata a dopo l’approvazione del bilancio”.
Le forze politiche di maggioranza sembrano essere d’accordo almeno su una cosa: rimpasto dopo il bilancio unitamente ad un patto di fine consiliatura, come hanno dichiarato in un documento al termine di una riunione interpartitica che ha fatto registrare la presenza di: Nicola Golia e Tonino De Michele per il Popolo della Libertà, Cesario Liguori e Salvatore De Gaetano per l’Udc, Nicola De Chiara per il Gruppo della Libertà, Adolfo Giglio per l’Udeur e Nicola Palmieri per i Popolari Normanni. I segretari cittadini e i capigruppo presenti nel documento hanno anche ribadito che “un eventuale riformulazione del quadro di maggioranza sia da attribuire ai rappresentanti delle forze della coalizione con la partecipazione del sindaco”. Ossia, tradotto dal politichese: “l’eventuale ampliamento a Imma Lama, Paolo Santulli e Peppe Stabile lo decide l’intera maggioranza e non solo il primo cittadino”. Per quanto riguarda il bilancio, poi, nello stesso documento si registra una sorta di blindatura quando si sottoscrive che “i presenti si impegnano, altresì, a concordare con i loro capigruppo eventuali emendamenti” allo strumento di previsione contabile”. “La linea del sindaco Ciaramella –ha dichiarato Nicola Golia- ha prevalso. Chi pensava di utilizzare il bilancio come merce di scambio o occasione di compensazione è rimasto deluso”. Da parte sua il commissario cittadino dell’Udc Cesario Liguori ha chiosato: “Il documento interpreta quanto da me richiesto in precedenza: rimpasto in giunta collegato al rilancio dell’attività amministrativa con individuazione di alcuni punti da inserire in un apposito programma per questo scorcio di consiliatura. E tutto questo non può avvenire se non dopo l’approvazione del bilancio. E’ stato anche riconosciuto che un eventuale ampliamento della maggioranza non può avvenire se non collegialmente, senza fughe in avanti o atti isolati”. MA LA MAGGIORANZA HA IL PROBLEMA DEI SEI DISSIDENTI DI CUI CINQUE DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ Ma la coalizione di centro destra non può dimenticare che ci sono i sei famosi dissidenti (Nicola Andreozzi, Francesca Marrandino, Rosario Capasso, Gianmario Mariniello, Giovanni Marino e Nicola Verde) che danno vita a raccolte pubbliche di firme palesemente contro le decisioni della maggioranza, tanto da far dire a qualcuno degli alleati che sarebbe ora di espellerli. Ma a fare da pompiere è il coordinatore cittadino del Popolo della Libertà e neo assessore provinciale Nicola Golia. La situazione amministrativa aversana è incandescente e in seno al partito di maggioranza relativa le scintille dei giorni scorsi somigliano ora sempre più ad un vero e proprio incendio. Ma Golia dichiara: “Ognuno fa politica con i mezzi che crede più opportuno. Banchetti, manifesti e così via sono solo strumenti per portare avanti le proprie idee. Certo è che urge un confronto interno per fare chiarezza, ma non credo che ci siano fratture insanabili”. DI TUTT’ALTRO AVVISO DE MICHELE: SIAMO AD UN PUNTO MORTO, DIFFICILE RECUPERARE “Oggi, al punto in cui è giunta la polemica, credo sia improbabile che si possa giungere ad un accordo tra le parti in campo”. Tonino De Michele, capogruppo consiliare del Popolo della Libertà, è preoccupato per la piega presa dagli avvenimenti politici nella città normanna. “Siamo di fronte –ha continuato- di fronte ad una crisi molto difficile da risolvere. Per mia natura sono moderato, cerco sempre di fare da paciere perché credo che le guerre, anche quelle vinte, non fanno mai bene. Ho tentato di fare incontrare le parti in causa, ma non ci sono riuscito”. Dopo questa ammissione di impotenza, De Michele compie un’analisi di quanto avvenuto fino ad oggi nel suo partito: “Il problema non è di questi picciotti che, qualche volta, forse, anche a ragione, sbraitano e che spesso esagerano nei modi, ma dei capi che stanno dietro e continuano a non avere il coraggio di uscire. L’accordo, l’impegno deve essere preso da tutti, capi compresi. Non è più possibile andare avanti come abbiamo fatto in questi ultimi mesi”. “Tutti hanno ragione. Ognuno –riprende De Michele- ha un suo fondamento in quello che dice. Ha ragione il sindaco Ciaramella, hanno ragione gli amici consiglieri. E’ opportuno dare delle risposte reciproche che non possono essere quelle di questi giorni. E’ necessario essere più calmi e far registrare la presenza intorno ad un tavolo di tutti i soggetti, capi compresi. Altrimenti sarà tutto inutile”. Il capogruppo del Popolo della Libertà passa, poi, ad analizzare le richieste venute da più parti di effettuare il rimpasto, oramai famigerato, in giunta prima dell’approvazione del bilancio previsionale per il 2010 e dichiara: “Condivido quanto affermato dal coordinatore cittadino del nostro partito, nonché assessore provinciale, Nicola Golia. Bilancio e formazione dell’esecutivo sono due cose completamente distinte. Si tratta di atti che sono posizionati su due piani completamente diversi. Approviamo il bilancio, quale atto amministrativo, il più importante degli atti amministrativi, e subito dopo diamo vita a questa che dovrebbe essere l’ultima giunta della consiliatura. Un esecutivo qualificato, senza tenere conto delle pretese e delle fughe in avanti di chicchessia”. CONTRARIA AL RIMPASTO PRIMA DEL BILANCIO ANCHE LA CAPOGRUPPO DEL GRUPPO DELLA LIBERTA’ NICLA VIRGILIO “Parlare di rimpasto in questo momento con la maggioranza in fermento, con scambi di epiteti, è semplicemente pazzesco”. Nicla Virgilio, capogruppo consiliare del Gruppo per la Libertà, una sorta di enclave della vecchia Forza Italia, composta da fedelissimi del sindaco Domenico Ciaramella, non ha dubbi sulle prossime mosse di una maggioranza di centro destra che non riesce ad uscire da un travaglio che l’ha praticamente paralizzata. “Di rimpasto non se ne deve assolutamente parlare e per un motivo molto semplice: è come voler giocare una partita a carte prima di fissarne le regole”. E, subito dopo, scende nei particolari: “Quali sono le condizioni per varare un nuovo esecutivo? La composizione della maggioranza è ancora quella iniziale? No, non mi risulta. Ci sono, a mio avviso, sei consiglieri comunali che non possono non essere considerati fuori da questa coalizione. I fatti sono lì a dimostrarlo. E di questo si dovrà prendere atto. Inoltre, ci dovranno essere nuovi ingressi? Lama? Santulli? Stabile? Insomma, vediamo prima l’effettiva composizione della maggioranza e solo dopo possiamo parlare di nuovo esecutivo. Non vedo come si faccia a dire in questo momento che il problema sia la nuova giunta”. PER VIRGILIO BISOGNA CHE IL SENATORE GIULIANO FACCIA SENTIRE IL PROPRIO PESO NELLE VICENDE AVERSANE Come sua abitudine, la battagliera consigliera comunale del Gruppo della Libertà si rivolge direttamente al coordinatore provinciale del Popolo della Libertà, il senatore Pasquale Giuliano per tentare di risolvere la vicenda che sembra essere inestricabile. “Spero –conclude la prossima mamma- che al più presto il senatore Giuliano, nella sua doppia veste di massimo esponente cittadino del Popolo della Libertà e di coordinatore provinciale dello stesso partito, ci faccia sapere se per i prossimi due anni di amministrazione che restano per la fine della consiliatura questa maggioranza debba continuare a vivacchiare tra le polemiche o intende fare qualcosa per la nostra città. L’azione politico-amministrativa è completamente ferma. Non si riesce a produrre alcunché e dobbiamo avere il coraggio di prenderne atto. Siamo dinanzi ad una situazione che sta esacerbando sempre più gli animi e quanti di competenza, per la carica che ricoprono, non possono non cercare di risolverla”. PER LA CAPOGRUPPO DELL’UDC ROMILDA BALIVO CHI HA PROBLEMI LI RISOLVA AL PROPRIO INTERNO SENZA LACERARE ANCHE I RAPPORTI CON GLI ALTRI PARTITI DELLA COALIZIONE Sulla vicenda interviene anche Romilda Balivo, capogruppo consiliare dell’Udc. “Sicuramente –dichiara Balivo- nello scenario politico locale non si riesce a definire alcunché perché ci sono sempre più soggetti che antepongono le questioni personali a quelle politiche e, come tali, di interesse per la collettività”. L’esponente del partito del leader Pierferdinando Casini intende anche sottolineare come “la politica cittadina non è fatta solo beghe intestine, ma di lavoro svolto con diligenza e costanza, oltre che con sacrifici personali, da tanti consiglieri e assessori, anche nelle commissioni. Ma, a fronte di questo impegno positivo, agli aversani appare solo un mondo politico fatto di beghe e contrasti”. Subito dopo l’affondo diretto, ovviamente, al Popolo della Libertà. Al maggiore alleato della coalizione la Balivo dice: “Chi ha problemi intestini di equilibrio li risolva al proprio interno e non provochi guerriglia in consiglio, vanificando, in questa maniera, qualsiasi cosa di buono viene all’esame dell’assise. Ormai, non si guarda più di cosa andiamo a discutere, ma chi lo ha proposto”.
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