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La politica cittadina scende sempre più verso il basso, con una maggioranza che, oramai, interpreta tutte le parti, anche dell’opposizione con i suoi consiglieri comunali “dissidenti”, mentre la minoranza sembra essersi praticamente dissolta.
Più che un consiglio comunale una farsa, per di più con un soggetto scritto da un autore di infima penna. La seduta del consiglio comunale di lunedì scorso ha messo in luce tutta la pochezza della politica aversana che non è riuscita a dire a chiare lettere che le strisce blu sono solo un pretesto e che la maggioranza è palesemente spaccata e a prenderne atto con un gesto squisitamente politico: contarsi e capire chi è dentro e chi è fuori. Ma, forse, il discorso di una conta è semplicemente rinviato al momento dell’approvazione del bilancio previsionale, quasi certamente il prossimo 9 luglio. Nella seduta voluta dai consiglieri comunali “dissidenti” per discutere di variazioni all’attuale status quo delle strisce blu, l’intervento più franco è venuto dal consigliere comunale del Popolo della Libertà Alfonso Oliva che ha dichiarato: “Questa sera stiamo perdendo tempo. Non bisogna essere un avvocato per sapere che è stato stipulato un contratto tra comune e società che gestisce il servizio parcheggio. Se questo contratto non ci convince non possiamo modificarlo unilateralmente. Da parte mia non posso non condividere tutte le proposte degli amici consiglieri che per brevità chiamo anch’io dissidenti, ma si tratta di una mozione che non ha fatto altro che acuire le divisioni in seno al nostro partito. Certe questioni vanno discusse nella sede politica e non in consiglio, che poco può fare. Per questo propongo di devolvere il gettone di presenza di questa sera a progetti dell’assessorato all’assistenza”. In precedenza la mozione era stata illustrata dal consigliere Rosario Capasso che ha ricordato anche alcune proposte come le strisce rosa, l’aumento di quelle bianche e per i portatori di handicap, il riallineamento dei costi in alcune zone e la gratuità della sosta nei festivi. Sull’argomento si sono registrati interventi, tutti accesi e con battibecchi, di numerosissimi consiglieri: Francesca Marrandino (che ha parlato di amarezza e rammarico per i sei mesi persi, da quando si è dato vita alla commissione speciale parcheggi), Elia Barbato (che ha parlato di “dichiarazioni aberranti come quelle di consiglieri comunali che affermano di non essere a conoscenza di atti amministrativi, forse perché troppo occupati nelle stanze del potere dei palazzi romani” e di atti demagogici), Carlo Amoroso (che ha ricordato come le sue dimissioni dalla commissione speciale parcheggi siano dovute solo a motivi squisitamente personali), Francesco Gatto (che ha fatto i conti in tasca ai … parcheggi, definendoli un’entrata minima e trascurabile per l’ente), Mario Tozzi (che ha parlato di azioni pretestuose da parte dei dissidenti), Fiore Palmieri ed Emilio Scalzone (che hanno sottolineato come le loro firme sotto la mozione erano dovute alla volontà di discutere del problema e non a motivazioni politiche), Paolo Santulli (per il quale di fronte ad un problema sentito, non si può ridurre il tutto a fazioni), Tonino De Michele (che ha ricordato come alcune proposte dei dissidenti erano già in itinere), Salvatore De Gaetano (che ha evidenziato il proprio sconforto per come si volesse mettere in evidenza la bontà di alcuni consiglieri e la contrarietà ai voleri dei ciitadini di altri), Giuseppe Stabile (che ha chiesto un intervento del sindaco per risolvere una vicenda che è anche politica), Luigi Menditto (che ha posto l’accento sulla carenza di comunicazione tra cittadini e politica), Michele Galluccio (per il quale bisogna stigmatizzare le cattive abitudini degli aversani) e Nicla Virgilio (che ha parlato di vero e proprio delirio da parte di alcuni consiglieri comunali). Poi il colpo di scena dell’intervento del sindaco Ciaramella che ha ricordato, come già fatto da queste colonne, le voci di presenza di propri familiari nella società dei parcheggi. Da qui le proposte: conferire al consigliere Mariniello (che ha prontamente rifiutato parlando di inutilità di chiusura della stalla dopo che i buoi sono scappati) la delega ai parcheggi, ridurre i costi al Parco Pozzi e a piazza Croce a 50 cent. per un massimo di 1,50 per mezza giornata, passare a 50 cent al cimitero. Per questi cambiamenti la società dei parcheggi ha chiesto 50000 euro. La giunta non ha voluto decidere in merito e, a quanto pare, anche il consiglio comunale. Ma a fare la parte del leone sono state le accuse personali che sono giunte soprattutto dagli esponenti della maggioranza che si sono inferti stilettate reciproche. CIARAMELLA: SINO A QUANDO SI OFFENDE ME SOPPORTO, MA NON POSSO TOLLERARE OFFESE AI MIEI FAMILIARI, REAGIRO’ “Sto vivendo una fase di riflessione seria, anche se non mi credono. Se dovessi decidere di andare a casa ci saranno dei felici, ma anche degli scontenti. Certo è che a determinate condizioni non posso andare avanti”. Il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella, a margine del consiglio comunale di lunedì scorso, si lascia a considerazioni personal-politiche e, pur apparendo provato e addolorato per quanto sta avvenendo in questi giorni, non nasconde di poter giungere al gesto estremo delle dimissioni da primo cittadino dopo otto anni di attività. “Ci sono in giro voci che infangano la mia famiglia e i miei familiari, che sarebbero soci della società che gestisce i parcheggi. In dieci anni trascorsi al comune di Aversa (due come consigliere di Forza Italia e otto come sindaco, ndr) credo di aver dimostrato la mia onestà. Chi sparla sulla mia famiglia, chi ha messo in giro ad arte questa voce è un infame e qualificarlo infame è un complimento. Non faccio nomi non perché non intendo farne, ma perché, mi creda, non so chi sia. Se lo sapessi, oltre a denunziarlo per calunnia, per la prima volta in vita mia credo che diventerei anche violento perché la circostanza mi infastidisce non poco. Io più volte sono stato offeso e calunniato, ma ho lasciato perdere, anche perché ho scelto di fare il sindaco e certe cose fanno parte del gioco, dovevo aspettarmele. Ma non posso assolutamente tollerare che vengano chiamati in ballo ed offesi la mia famiglia e i mie familiari”. Il primo cittadino ha poi aggiunto: “La cultura di chi afferma queste infamie è proprio questa; probabilmente se fosse stato al mio posto si sarebbe comportato così come insinua mi sarei comportato io”. IN PRECDENZA SI ERA DIMESSO ANCHE AMOROSO (PDL) DALLA COMMISSIONE SPECIALE PARCHEGGI Sempre in tema di strisce blu, in precedenza Carlo Amoroso, consigliere comunale del Popolo della Libertà, aveva rassegnato le dimissioni da presidente della speciale commissione voluta dal consiglio comunale per studiare le modifiche da apportare al regolamento delle strisce blu. Ma era stato lo stesso esponente della maggioranza, ancora per qualche giorno nella segreteria del nuovo presidente del consiglio regionale Paolo Romano, per poi far ritorno al suo ruolo di cancelliere presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a causa delle restrizioni sulle spese operate dalla giunta Caldoro, a gettare acqua sul fuoco. “Questa mia scelta –dichiara- non ha assolutamente una motivazione politica, ma solo ed esclusivamente dovuta a ragioni di carattere personale per i nuovi impegni lavorativi che mi aspettano in tribunale. Tant’è che non escludo, in tempi brevi, anche le dimissioni da presidente della commissione attività produttive. A breve, infatti, dovrò far ritorno al mio posto di cancelliere in tribunale, dove l’impegno è costante”. Ma, subito dopo, è ancora Amoroso a lanciare insinuanti dubbi, quando, su specifica domanda, risponde: “Ci sono, forse, anche motivazioni psicologiche, inconsce. In questa commissione mi sento praticamente inutile. Ogni proposta viene bloccata, giustamente, da motivi tecnici da parte del comandante”. E quando gli viene chiesto se questa decisione è accompagnata anche da un cambio di posizione politica in seno al Popolo della Libertà, di un avvicinamento ai dissidenti, Amoroso è secco nella risposta: “Assolutamente no. La mia posizione rimane quella di sempre. Gli amici dissidenti, come già ho avuto occasione di dire, avanzano richieste banali e pretestuose, visto che la commissione sta facendo proprio il lavoro di cui loro lamentano la mancanza. Certo è, però, che in questa commissione io non ho poteri e non mi va di stare seduto su un braciere ardente, senza poter far nulla”. Amoroso, oltre a tante altre, riceve la solidarietà del vice sindaco Nicola De Chiara che ha lanciato accuse pesanti al comandante della polizia municipale quando ha dichiarato: «Da quanto ho potuto capire le dimissioni di Amoroso da presidente della speciale Commissione Parcheggi, voluta, ricordiamolo, a maggioranza dal Consiglio comunale, sono da addebitarsi principalmente alle incomprensioni maturate con il dirigente al ramo, comandante Stefano Guarino, che non avrebbe accolto diverse richieste di modifica del Piano avanzate dallo stesso Amoroso». |