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Imperversano sulla rete una serie di e-mail truffaldine “strappalacrime” PDF Stampa E-mail
Scritto da Ugo Persice Pisanti   
Lunedì 21 Giugno 2010 09:51

Alcuni truffatori, stanno inondando le caselle e-mail di mezzo mondo con una lettera “strappalacrime” che, nelle loro intenzioni, dovrebbe far cadere in trappola i soliti gonzi

Dei buontemponi, anche se criminali e truffatori, stanno inondando le caselle e-mail di mezzo mondo con una lettera “strappalacrime” che, nelle intenzioni dei furfanti, dovrebbe far cadere in trappola un certo numero di gonzi.
Anche noi di Bloq Magazine abbiamo ricevuto (nella cartella spam, però) l’esilarante testo che, nelle intenzioni di chi l’ha spedito, dovrebbe convincere il malcapitato di turno a farsi spillare un po’ di quattrini. A nostro parere, anche se è davvero impossibile abboccare ad una simile sequenza d’idiozie, riteniamo utile pubblicare integralmente l’e-mail per mettere in guardia le persone più “credulone” (e purtroppo ce ne sono tantissime) da questo pericolo. Ecco il testo completo tradotto dall’inglese:
Ciao, amico. Sono il sig. Adada, un commerciante di Petrolio dell’Iraq. Mi è stato diagnosticato un cancro esofageo. Ho provato tutte le forme di trattamento medico, ma inutilmente. Adesso ho solamente alcuni mesi di vita. Il mio dottore mi ha informato di recente che secondo alcuni specialisti avrei solo poche settimane di vita. Io non mi sono goduto la mia vita. Non ho scelto di godermi il mio tempo, ma ho pensato solo ai miei affari. Sebbene io sia molto ricco, non sono stato mai generoso. Ero sempre ostile nei confronti delle persone. Ero sempre e solamente concentrato sui miei affari. Era l’unica cosa che contava. Ma ora mi pento di tutto questo.
Ora come ora, so che c’è ben altro oltre ai soldi. Avere o guadagnare tutti i soldi del mondo quando stai per morire non serve a nulla. Io ho deciso di fare l’elemosina alle organizzazioni caritatevoli. Voglio che questo sia uno degli ultimi atti buoni che faccio sulla terra. L’ultima riserva dei miei soldi, non lo sa nessuno, è depositata in contanti in una banca. L’importo è enorme: quindici milioni di dollari. La banca si trova per ragioni di sicurezza all’estero. Vorrei che Lei mi aiutasse a raccogliere questo deposito per inviarlo ad organizzazioni di carità di suo gradimento.
Può essere interessante per Lei sapere che una volta chiesi ad alcuni membri della mia famiglia di chiudere uno dei miei conti e distribuire i soldi ad un’organizzazione di carità. Ebbene, non ci crederà, si tennero i soldi per loro. Io non ho più fiducia in loro. Se mi aiuterà io le darò il 10% per il Suo tempo. Sig. Adada
Risposta: Caro Signore dalla lettura della lettera se ne possono trarre due conclusioni. La prima è che, purtroppo, chi spedisce questo tipo d’e-mail è quasi certo che tra milioni di persone contattate un certo numero abboccherà all’amo.
La seconda considerazione è che questi “gonzi” sono la rovina loro, delle loro famiglie e dell’intera umanità. Chi riesce a credere ad un imbecille che dice di voler regalare 15.000.000 di dollari e che, inoltre, non fidandosi dei parenti più stretti perché si sono “fregati” già una volta il malloppo, si rivolge a dei perfetti sconosciuti, può credere a chiunque. Può rovinarsi e rovinare gli altri votando senza criterio per i più ladri e i più bugiardi di una nazione.
Può rovinare la salute propria e altrui credendo ai ciarlatani che spacciano intrugli e misture “miracolose”. Può credere anche agli Stati biscazzieri che s’inventano giochi a premio truffaldini solo per fare cassa, sapendo bene che per una giocata che vince, centinaia di miliardi d’altre perdono. Non andrebbero solo isolati e messi in galera gli organizzatori della truffa del generoso petroliere iracheno, ma anche e soprattutto a chi, nell’anno 2010, crede ancora al “ciuccio che vola”…

 

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