| Twilight-Eclipse: il terzo capitolo della saga questa estate riempirà le sale |
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| Scritto da Katia Muscariello |
| Lunedì 21 Giugno 2010 10:03 |
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Il successo della saga sta nell’intensità e nella molteplicità d’emozioni e simboli che trascina con sé. I vampiri sono molto più profondi e altruisti di chi un’anima ce l’ha Siamo già al terzo capitolo tratto dalla fortunata saga fantasy scritta da Stephenie Meyer, Twilight- Eclipse. Twilight è la miniera d’oro della letteratura per adolescenti, il fratello minore, ma neanche tanto, dell’accoppiata Rowling- Harry Potter, o per fare un riferimento italiano, Moccia- Tre metri sopra il cielo e affini. È la storia che ha solleticato le fantasie, soprattutto sessuali, di una generazione che definire solo “emo” è davvero riduttivo. La pellicola è diretta dal regista David Slade, che continua il trend impostato dal secondo capitolo New Moon, secondo il quale viene scritturato un regista diverso per ogni film della serie. Alla sceneggiatura torna Melissa Rosenberge, autrice degli script dei primi due film, mentre per quanto riguarda il cast artistico vi è il ritorno di Kristen Stewart, Robert Pattinson e Taylor Lautner, rispettivamente nei ruoli di Bella Swan, Edward Cullen e Jacob Black. Bella torna a Forks con Edward dopo la disavventura con i Volturi in Italia. La ragazza deve scegliere tra continuare la sua amicizia con il licantropo Jacob o smetterla di vederlo dato che Edward è estremamente infastidito dal loro rapporto. I ragazzi intanto, si preparano per il diploma, evento che significherà la fine della vita mortale di Bella, dato che Carlisle le aveva promesso che dopo essersi diplomata l’avrebbe trasformata in vampiro. I Cullen dovranno affrontare un inevitabile scontro con Victoria e i vampiri neonati. Twilight- Eclipse avrà gioco facile nel prendersi la vetta del boxoffice per la terza volta consecutiva: l’assenza di uscite degne di sfidarlo in questo periodo estivo e un suo fedele pubblico di riferimento, gli adolescenti. L’unico modo per spiegare la stanchezza di due ore di pellicola quasi senza emozioni, senza domande, appiattite sulla superficie degli splendidi volti dei protagonisti, è un making picture completamente votato al target. Solo così si spiegano i primi piani che riempiono almeno la metà del film, strettamente teso alla venerazione estetica e alla cattura di ogni increspatura erotico/emozionale, oppure gli accompagnamenti sonori che fanno il verso ai videoclip. La delusione, inoltre, sta nell’unità e nella tenuta di tutti questi capitoli, alla cui comprensione si può aspirare solo se si conoscono già temi e personaggi principali. Di fronte a certi film bisogna sempre scegliere da che parte stare. Se dalla parte del cuore o dalla parte della testa. Quel che disturba è l’organizzazione del consenso mediatico non solo cinematografico, ma anche letterario. Si storce il naso di fronte alla poderosa macchina mangiasoldi che sorregge l’intera operazione, con il quarto capitolo della saga vampiresca già in preparazione. Ammettiamolo, è un po’ troppo. Inoltre non va preso sottogamba lo strenuo bisogno di neo-romanticismo che la furba Stephenie Meyer ha profuso nel prodotto a vagonate, ispirandosi agli shakespeariani Romeo e Giulietta, ma con toni meno smaliziati. Il successo e la complessità della saga è nell’intensità e nella molteplicità di emozioni e simboli che trascina con sé: i vampiri si sentono dannati dai loro bisogni primari, si consumano nel desiderio di una donna, hanno speranze come il matrimonio, sono molto più profondi e altruisti di chi un’anima (e magari una religione) ce l’ha. Ma i tre divi sono inespressivi per contratto e sono di un pallore inquietante. Kristen Stewart/Bella ha stampata sul viso la stessa noiosa espressione di infelicità dall’inizio alla fine e Taylor Lautner/Jacob non fa che ostentare con malcelata soddisfazione una massa muscolare da body builder. Il migliore in campo, anche per l’indubbia avvenenza, è Robert Pattinson, ma dovrà stare attento a giocarsi bene la carriera. L’attore ricorda quasi un Leonardo di Caprio ai tempi di Titanic, ma Di Caprio si è scollato subito di dosso la figura dell’eroe romantico, diventando uno dei più grandi attori attuali sulla scena hollywoodiana, senza perdere quel fascino che pure aveva conquistato milioni di ragazzine dell’epoca. |
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