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Conosco personalmente centinaia di persone perbene che hanno votato il PdL alle ultime elezioni. Tra di loro, oltre a tanti amici, colleghi e collaboratori di Bloq Magazine ci sono anche diversi politici. Tra questi alcuni ricoprono cariche istituzionali ai massimi livelli locali, regionali e nazionali. Tutti, indistintamente, quando parlano in pubblico del loro amato leader si sprecano in giudizi entusiastici.
Quando, invece, il pubblico si restringe ad una sparuta cerchia di amici e persone “fidate” tutti, senza distinzioni, iniziano con il precisare e quantificare l’esatta distanza del loro vero “sentire” da quello del capo Silvio. I facinorosi, gli antidemocratici, i neofascisti e gli illiberali sono una sparuta minoranza sia tra il popolo degli elettori di centrodestra sia nella casta degli eletti di quella coalizione. In effetti, solo una percentuale risibile condivide al 100% il pensiero di Silvio Berlusconi e dei suoi “colonnelli”. In realtà la stragrande maggioranza dei pidiellini vota (o è stata votata) esattamente come si faceva ai tempi della tanto vituperata prima Repubblica. Alla persona di famiglia che ti chiede il voto per l’amico, per un altro familiare o per l’uomo di potere (che può esserti utile) pochi hanno la forza di dire di no. La persona ambiziosa che vuole essere eletto a tutti i costi “ieri l’altro” sceglieva di militare nella DC, “ieri” in Forza Italia e “oggi” nel PdL. E’ solo una questione di “numeri”. Questo vale per gli elettori di destra, ma anche gli elettori di sinistra (ammesso che abbia ancora un senso parlare di destra e sinistra nell’Italia del 2010) nel passato non potevano fare altro che scegliere il PCI. Se a questo, poi, si aggiunge lo sfacelo creato dal sistema maggioritario che obbliga a votare Tizio per eleggere in effetti Sempronio è facile dedurre che chi ci governa, in realtà, non rappresenta altri che se stesso. Una sparutissima percentuale di elettori la pensa allo stesso modo di chi è stato “costretto” da un sistema iniquo ad eleggere. Questo è uno dei problemi più gravi che affligge le democrazie occidentali. In ogni caso, con tutte le problematiche passate, presenti e future sempre di “democrazie” si parla. Ma quello che sta accadendo in Italia, da qualche tempo a questa parte, con la parola democrazia ha ben poco a che vedere. La “legge bavaglio” fatta passare al Senato con il deprecabile voto di fiducia, in sostanza conferma quello che ho appena finito di dire. Viene messa la fiducia, oltre che per motivi “tecnici”, anche perché nel PdL sono tantissimi quelli che non condividono una riga dell’ignobile testo approvato. Berlusconi non si fida del “rispetto della democrazia” che molti dei suoi ancora conservano nella loro coscienza. Anche in questo caso un meccanismo perverso ha fatto passare una legge vergognosa ed illiberale con la complicità obbligata di persone perbene che, però, non hanno il coraggio di mollare il Silvio e gli enormi agi legati alle cariche ricoperte. Il pericolo, tante volte palesato, sta per divenire una drammatica realtà: in Italia si stanno creando le basi (anche legislative) per il ritorno di un regime fascista molto, ma molto più pericoloso di quello del tragicomico ventennio mussoliniano. Mussolini, con tutti i suoi enormi difetti, una legge così spudoratamente a favore della criminalità organizzata mai l’avrebbe fatta votare ed approvare dal “Parlamento” fascista. Altro pericolo è l’assoluta ignavia con la quale una popolazione rincoglionita da una Tv in mano ai vari Minzolini, Vespa, Fede, Maria de Filippi, Pupo, Emanuele Filiberto e compagnia “bella” e decerebrata da anni di Grande Fratello, Tronisti, Pupe, Secchioni e ca.....te simili, sta reagendo alla creazione lenta, continua ed inarrestabile del regime autoritario. Nei luoghi pubblici: treni, bar, piazze, bus, metrò ecc. c’è gente che si straccia le vesti perché è stato negato il rigore al “calciatore imbellettato, miliardario e invelinato” di turno e “sbuffa” annoiato se gli dici che gli è stato negato il diritto alla vera informazione con una legge oscena. Per questa ragione mi rivolgo a quella parte di popolazione che ancora riesce a ragionare con il proprio cervello, sia essa di destra sia essa di sinistra. A quelli che votano PdL dico solo di riflettere su quello che stanno combinando a Roma i loro “capoccioni”. Siete proprio sicuri che vietano le intercettazioni per difendere gli interessi dei tanti impiegati, commercianti, imprenditori, professionisti, militari, artigiani ecc. che li hanno votati? Non vi sfiora il pensiero che qualcuno vi sta manipolando per convincervi ad appoggiare iniziative che porteranno solo dolore e distruzione alla popolazione onesta? Agli elettori di sinistra, invece, dico di riflettere sul tipo di opposizione che in questi anni hanno portato avanti i dirigenti del PD. E’ normale secondo Voi, evitare per anni di affrontare l’argomento topico del “conflitto d’interessi”? E’ normale, mentre il Silvio usa la clava, fare opposizione con toni e atteggiamenti da “educande svizzere”? E’ normale secondo Voi attaccare Di Pietro, Grillo e il Popolo Viola, invece che il leader della maggioranza? A tutti gli elettori del PdL e del PD e a tutti gli altri, soprattutto quelli che non votano per il ribrezzo e il disgusto per l’attuale politica, rivoIgo una serie di domande alle quali, mi piacerebbe pensare, che ognuno, in cuor suo, si sforzerà di dare una risposta sincera: in tutto quello che sta accadendo in Italia che ruolo ha la mafia siciliana? E’ quella statunitense? E’ il Vaticano da che parte sta? Gli Stati Uniti ci considerano una Nazione libera ed autonoma di decidere il proprio destino e la propria politica o solo dei servi sciocchi che devono eseguire gli ordini senza fiatare? Secondo Voi tutte le fazioni camorristiche sono state colpite duramente dalle forze dell’ordine negli ultimi tempi o solo una parte di esse viene effettivamente perseguitata? Perché si attaccano i magistrati che fanno onestamente il loro lavoro e si consente a Canale 5 di mandare in onda serie tv (“Il Capo dei Capi”) ai limiti dell’apologia di reato? Come mai l’intero “Progetto di Rinascita Democratica” del “venerabile” Licio Gelli si sta realizzando, punto dopo punto, da circa quindici anni a questa parte? In conclusione, non vi chiedo di cambiare modo di votare, ne opinione politica, ne perdere la stima per i vostri politici di riferimento, non sono nessuno per farlo né tantomeno m’illudo d’apparire così autorevole da essere ascoltato, vi chiedo solo di riflettere su di un punto: con il livello di annichilimento morale e materiale della stragrande maggioranza della gioventù italiana, in caso di deriva democratica (vedi la Grecia, l’Argentina, il Cile), pensate che i ragazzi possano intervenire per togliere “le castagne dal fuoco” a chi ha regalato loro solo disoccupazione galoppante, ingresso nel mondo del lavoro ritardato, precariato dilagante, stipendi da fame, flessibilità feroce ecc.? Attenzione, perché quando si tira troppo, la corda si può spezzare. E già una volta “la corda spezzata” è costata agli italiani milioni di morti e la distruzione di un’intera nazione. Quella volta, però, a rimettere assieme i cocci c’erano persone come: De Gasperi, Pertini, Moro, Togliatti, Calamandrei, Terracini, La Pira, Segni, Gronchi, Taviani, Giolitti, Amadei, Di Vittorio, Dossetti, Einaudi. Oggi ci potremmo ritrovare con quel “genio” del figlio di Bossi… |